Comune san giovanni marignano
Comune san giovanni marignano
Il Comune
Il Turismo










Eventi e tradizioni / Antica Fiera di Santa Lucia / Edizione 2009

ANTICA FIERA DI SANTA LUCIA
12 e 13 dicembre 2009


La Fiera: origini e caratteristiche dell’edizione 2009
Si rinnova il tradizionale appuntamento con la millenaria fiera di Santa Lucia, senz’altro la più antica celebrazione marignanese, le cui origini risalgono alla nascita stessa di San Giovanni in Marignano, un paese ricco di fiere, mercati di bestiame e momenti conviviali. Fin dall’800, nei giorni della festa, la piazza si animava di mercanti, saltimbanchi, giocolieri, burattinai, poeti, cantastorie ed era uno dei più importanti appuntamenti dell’anno agricolo per tutta la Valconca. Durante la fiera avvenivano le compravendite di bovini e suini, che si svolgevano con una vigorosa stretta di mano tra acquirente, venditore e mediatore. La fiera fino al 1805 si svolse in aperta campagna, nei pressi della chiesina di Santa Lucia del Moscolo, un antico edificio religioso, oggi privato. Solo in seguito ad un decreto napoleonico fu trasferita in prossimità delle mura del castello.


SANTA LUCIA
Le forme popolari di devozione più diffuse in Italia sono quelle legate ai santi patroni, che, tra l’altro, per il territorio romagnolo, richiamano la presenza bizantina.
Santa Lucia, una fanciulla di origine siciliana di illustre famiglia, visse presumibilmente nel IV secolo e subì la passio sotto Diocleziano: la giovane, avendo fatto voto di castità per salvare la madre colpita da malattia, venne fatta arrestare su denuncia, per vendetta, del fidanzato e morì, a causa delle torture subite, secondo la leggenda, il 13 dicembre 304. Questa data, fino alla prima metà del XIV secolo, coincideva con il solstizio d’inverno a causa dell’anticipo del calendario giuliano rispetto all’anno solare, tanto che ancora oggi resta nella tradizione il detto “Santa Lucia è il giorno più corto che ci sia”.

 

LA CHIESA DI SANTA LUCIA
La chiesa, oggi nota comunemente come Santa Lucia, ha nel tempo assunto diversi nomi: Beata Vergine delle Grazie, della Scuola, Silvagni. In origine la struttura fu un fortilizio, ma dalla fine del Cinquecento viene indicata come edificio religioso ed attestata fuori delle mura cittadine.
La chiesa, eretta lungo una via percorsa da pellegrini, era oggetto di molte visite in quanto conteneva un’immagine della Madonna in trono col Bambino benedicente, tuttora presente nell’abside ed opera di un ignoto artista romagnolo della seconda metà del XVI secolo. L’opera è il lacerto di una composizione raffigurante anche San Rocco e San Sebastiano e sembra essere copia di un dipinto di qualche secolo più antico. Maria Lucia de Nicolò ipotizza che sia stata realizzata in tempo di peste visto che i due santi sono i taumaturghi più invocati per tale calamità.
Nel 1786, grazie ad un lascito testamentario di Giulio Antonio Silvagni, la chiesa viene interamente ricostruita sull’edificio preesistente su impianto architettonico a croce greca.
Nella chiesa si conserva un importante organo costruito nel 1785 dai Fratelli Domenico e Francesco Ricci da Verucchio, il quale inizialmente si trovava al monastero di Santa Chiara di Rimini, fu poi venduto alla chiesa di Mondaino e successivamente rivenduto alla chiesa di Santa Lucia mentre era Imperatore Napoleone I.

 

SANTA LUCIA E LA LUCE
L’etimologia del nome Lucia porta a collegare la santa alla luce: il suo nome infatti letteralmente significa “nata nelle prime ore del mattino”. La santa, nella tradizione popolare, che confonde la data del martirio con le celebrazioni del solstizio d’inverno, va a preannunciare la luce in termini sia materiali, si avvicina infatti la fine dell’inverno, ma anche spirituali, in quanto ci si appresta alla celebrazione del Natale. Spesso nell’iconografia, Santa Lucia è ritratta come una giovinetta vestita completamente di bianco. La Santa, secondo la tradizione cristiana, è protettrice della vista: infatti la leggenda vuole che nel martirio le furono strappati gli occhi. Una celebrazione legata al culto della martire cui furono strappati gli organi deputati alla vista non può che diventare un inno alla luce, nelle sue valenze materiali e spirituali. Per le popolazioni europee, dunque, Santa Lucia rappresenta anche la luce divina, l’elemento spirituale insito negli uomini e nel cosmo: infatti fin dalle origini candele, torce, luci e fuochi furono considerati simbolo e manifestazione del sacro. Il nome Lucia viene dunque a significare segno e promessa di luce spirituale.

 

L’intento dell’edizione 2009 è dunque quello di far “risplendere di luce” il Granaio dei Malatesta.

 

 

Gli eventi principali:
 

Sabato 12 Dicembre
- ore 10.30 presso la chiesa di Santa Lucia: Santa Messa in onore di Santa Lucia
- ore 15.00 presso via Roma (zona Biblioteca comunale) “Lucia… la santa della Luce” a cura di Teatro dei Cinquequattrini
- ore 17.00 inaugurazione della retrospettiva di Mario Magnanelli presso Teatro Massari
- ore 18.00 presso la Chiesa di san Pietro: “Il simbolo della luce nella liturgia e nell’arte cristiana” a cura della Parrocchia di San Pietro Apostolo

 

 

Domenica 13 Dicembre  
- presso la chiesa di Santa Lucia: mostra di oltre 300 santini dedicati alla santa realizzati in pergamena, stampati e dipinti a mano tra il 1600 e il 1900
- ore 17.00 presso la Chiesa di San Pietro: concerto classico della Banda municipale
- ore 18.30 presso via Roma (zona Biblioteca comunale) Souhait de Noel, spettacolo di trampolieri ed effetti pirici a cura di Teatro dell’Aleph
- ALLE 20.00 IL GRANAIO DEI MALATESTA RISPLENDE DI LUCE

 

Info: Ufficio Cultura ed Eventi
Tel: 0541-828165 / 335-1825461
cultura@marignano.net

 

12/08/2010
citta del vino